Fiera di Santa Lucia a Verona 2026: storia, tradizione e date

La leggenda dell’epidemia, i bambini scalzi in piazza Bra e i banchetti de Santa Lussia: storia della fiera di Santa Lucia a Verona e date 2026.

8/31/2026

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Fiera di Santa Lucia a Verona 2026: storia, tradizione e date

In gran parte d’Italia i regali ai bambini li porta Babbo Natale il 25 dicembre. In una fascia di città del nord, e a Verona più che altrove, li porta Santa Lucia nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, arrivando su un asinello e accompagnata da un aiutante che si chiama Gastaldo.

Attorno a questa tradizione è cresciuta una delle fiere più sentite del Veneto, i banchetti de Santa Lussia in piazza Bra. Qui raccontiamo da dove nasce, perché i bambini ci andavano scalzi e quando si tiene nel 2026.

La leggenda dell’epidemia e i bambini scalzi

La versione veronese della storia si colloca nel Medioevo. In città si diffonde una grave epidemia che colpisce gli occhi, soprattutto quelli dei bambini, e la paura della cecità attraversa tutte le famiglie.

Le madri si rivolgono a Santa Lucia, protettrice della vista, e fanno una promessa: il 13 dicembre porteranno i figli, a piedi scalzi, a far benedire gli occhi all’altare dedicato alla santa nella chiesa di Sant’Agnese, che sorgeva su un lato di piazza Bra, all’incirca dove oggi si trova Palazzo Barbieri.

Convincere dei bambini a scendere dal letto prima dell’alba e a camminare scalzi in una giornata di dicembre non doveva essere semplice. Così i genitori aggiunsero una promessa: al ritorno dalla chiesa avrebbero trovato dolci e regali. Da quella promessa nasce tutto il resto.

Come nascono i banchetti

I commercianti veronesi non si lasciarono sfuggire l’occasione. Se ogni 13 dicembre piazza Bra si riempiva di bambini e di famiglie prima dell’alba, valeva la pena esserci con qualcosa da vendere.

Così, nel corso dell’Ottocento, l’affluenza in piazza attirò venditori di dolciumi e di balocchi sempre più numerosi, e la presenza dei banchi divenne una consuetudine. Nel Novecento la consuetudine diventa fiera vera e propria, con una organizzazione stabile e centinaia di ambulanti.

La chiesa di Sant’Agnese fu demolita nel 1837, ma la tradizione non si è interrotta. I genitori hanno continuato a portare i bambini in piazza, i bambini hanno continuato a trovare i doni la mattina del 13, e i banchetti hanno continuato ad aprire. È un caso interessante di rito che sopravvive al luogo che lo aveva generato.

Il rito domestico della notte del 12 dicembre

La parte più bella di questa tradizione non è in piazza ma nelle case, e a Verona si celebra ancora.

La sera del 12 dicembre i bambini, prima di andare a dormire, preparano qualcosa da lasciare in tavola: pane, latte caldo o tè per Santa Lucia, e paglia o una carota per l’asinello, che i veronesi chiamano el mussetto. Al mattino trovano i doni, i dolci e i tipici biscotti di pastafrolla, mentre a chi si è comportato male tocca un pezzo di carbone.

Perché proprio Santa Lucia, e perché al nord. Le ipotesi sono due. La prima è che le spoglie della santa siracusana siano transitate da Verona attorno al decimo secolo nel loro viaggio verso il nord Europa, il che spiegherebbe anche la diffusione del culto nei paesi scandinavi. La seconda lega la devozione al periodo del dominio veneziano, dato che Venezia fece trasportare le spoglie in laguna già nel 1204. In entrambi i casi, a Verona il culto ha preso una piega tutta sua, fatta di folklore domestico più che di liturgia.

La fiera oggi

I banchetti occupano piazza Bra e via Roma, nel cuore della città, sotto lo sguardo dell’Arena. Gli espositori sono circa duecento nelle edizioni recenti, in altre anni si è arrivati a superare i trecento, e arrivano da tutta Italia.

Si trovano giocattoli, dolciumi, prodotti tipici, artigianato, abbigliamento e articoli da regalo. Il prodotto simbolo restano le pastefrolle di Santa Lucia, i biscotti di pasta frolla in forme diverse che si comprano a peso.

L’elemento scenografico che chiude il quadro è la grande stella cometa che dall’Arena si proietta verso il centro della piazza, diventata negli anni l’immagine più riconoscibile del Natale veronese.

La fiera non è sola: nello stesso periodo la città ospita i mercatini di Natale di impronta tedesca in altre piazze del centro e la rassegna dei presepi negli arcovoli dell’Arena, che raccoglie centinaia di opere da tutto il mondo. Chi arriva da fuori può quindi organizzare una giornata intera senza spostarsi dal centro storico.

Le date dell’edizione 2026

A differenza di molte manifestazioni natalizie, questa ha una data ancorata: si svolge nei giorni che precedono il 13 dicembre, festa della santa, e culmina nella notte tra il 12 e il 13. Le edizioni recenti si sono tenute regolarmente dal 10 al 13 dicembre.

Applicando lo stesso schema, l’edizione 2026 dovrebbe svolgersi da giovedì 10 a domenica 13 dicembre 2026. È una combinazione fortunata, perché il 13 dicembre cade di domenica e la giornata conclusiva, quella tradizionalmente più partecipata, coincide con un giorno festivo.

Gli orari abituali sono continuati, dalla mattina fino a tarda sera, con chiusura anticipata nell’ultima giornata. Le date e gli orari ufficiali vengono confermati dal Comune di Verona in autunno: conviene verificarli prima di partire.

Consigli pratici per chi ci va con i bambini

• La mattina è la fascia migliore per chi ha bambini piccoli. Dal tardo pomeriggio in poi piazza Bra è molto affollata e con un passeggino ci si muove male.

• Il centro di Verona nel periodo è in gran parte chiuso al traffico. Conviene usare i parcheggi scambiatori e arrivare con i mezzi.

• La sera del 12 dicembre è il momento più emozionante ma anche il più affollato dell’anno in piazza. Va scelta con consapevolezza.

• Le pastefrolle si comprano a peso e finiscono presto nei banchi più noti. Chi le vuole conviene che le prenda appena arrivato.

Domande frequenti

Quando si tiene la fiera di Santa Lucia a Verona nel 2026?

Nei giorni che precedono il 13 dicembre. Sulla base delle edizioni recenti, che si sono tenute dal 10 al 13, l’edizione 2026 dovrebbe svolgersi da giovedì 10 a domenica 13 dicembre. Le date ufficiali vengono confermate dal Comune di Verona in autunno.

Dove si svolgono i banchetti di Santa Lucia?

In piazza Bra e lungo via Roma, nel centro storico di Verona, davanti all’Arena.

Perché a Verona i regali li porta Santa Lucia e non Babbo Natale?

Per una tradizione locale antica legata alla devozione verso la santa protettrice della vista. Secondo la leggenda veronese nacque da una epidemia che colpiva gli occhi dei bambini: i genitori promisero doni ai figli che fossero andati scalzi a far benedire gli occhi il 13 dicembre.

Chi è il Gastaldo?

È l’aiutante che secondo la tradizione veronese accompagna Santa Lucia nella notte dei doni, insieme all’asinello che in dialetto viene chiamato el mussetto.

Cosa sono le pastefrolle di Santa Lucia?

Biscotti di pasta frolla in forme diverse, tipici della fiera, che si acquistano a peso nei banchi di piazza Bra.

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